Estella Club - Hotel Residence e Beauty in Calabria sul mare
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Dintorni
 
…Calabria terra di conquista…

La Calabria è terra di antichissima civiltà mediterranea, ed è il luogo primigenio da cui deriva il nome dell’intera nostra penisola. Italia, infatti fu da principio la Calabria, in onore del suo re, Italo.
Dal secolo VIII in poi si ebbe la grane epopea della Magna Grecia, con il fiorire di una civiltà splendida e irripetibile.
Grandi personaggi abitarono queste terre in quei tempi…la splendida e misteriosa scuola filosofica di Pitagora e quella medica di Democede e Alcmeone davano a Crotone una fama immensa, così come i suoi atleti, tra cui il leggendario Milone; a Turio visse lo storico Erodoto e il filosofo Empedocle e a Locri nacque Nosside, una delle poetesse più note dell’antichità; di Reggio era il poeta Ibico, considerato uno dei novemassimi poeti dell’antichità, mentre sempre di Locri era il lirico e musico Senocrito che ispirò  Pindaro e “l’itala armonia”.
Quando la più grande potenza dell’antichità, Roma, si affacciò sul Mediterraneo in breve la Magna Graecia divenne terra di conquista e la venne definitivamente annessa all’Impero Romano.
Dopo la caduta dell’impero romano, Goti, Longobardi, Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi si avvicendarono nella regione, fino ai Borboni giungendo alla storia più recente che ha visto la Calabria e i suoi abitanti protagonisti di episodi importanti del nostro risorgimento.
Tutte queste vicende hanno lasciato testimonianze di grande rilevanza culturale e artistica, che rappresentano per il turista un viaggio affascinante nella storia.
Si tratta di un patrimonio ricchissimo che molto spesso ha sede nei piccoli centri, a testimonianza di una vita culturale plurimillenaria.
Dalla maestosità dei Bronzi di Riace, noti in tutti il mondo, alle meravigliose tele di Mattia Preti esposte a Taverna, uno dei più grandi seguaci del più noto Caravaggio. Dalla cattolica di Stilo uno dei tempi bizantini meglio conservati d’ Europa, al castello Aragonese che sorge in mezzo al mare in località Le Castella. Dagli scavi archeologici di Locri, Roccelletta, Caulonia e Capo Colonna testimonianze dell’antica Magna Graecia, alla grande cattedrale  di origine normanna di Gerace e il meraviglioso Codex Purpureos, conservato nel museo di Rossano, costituito da fogli di pergamena dipinti a mano in color porpora sono solo alcuni delle splendide occasioni di interesse che la regione offre anche al più sbadato dei turisti.
Al patrimonio artistico si intreccia una tradizione artigianale ancora viva e palpitante nei piccoli centri collinari e montani; dalla ceramica agli oggetti in rame  ai pregevolissimi filati e agli utensili in legno e i cestini di vimini.



…la montagna a un passo dal mare…


Terra dei due mari, del Mediterraneo e dell’interno misterioso e intrigante questa regione offre innumerevoli spunti per un turismo naturalistico alla scoperta di luoghi di incredibile bellezza e rarità, senza dimenticare la storia e la cultura millenaria che la contraddistinguono.
Vi segnaliamo qui di seguito i posti più interessanti da visitare autonomamente noleggiando un‘auto o partecipando a una delle escursioni proposte.



CATANZARO
Capoluogo della regione, fu fondata intorno all’ 800 d.c. come città di rappresentanza del potere politico di Bisanzio dal generale Niceforo Focas, uomo di fiducia di Basilio I.
Sotto i normanni fu uno dei più importanti complessi feudali che comprendeva Taverna e Badolato. Si ricorda il 1528, quando la città fedele a Carlo V, ultimo imperatore del Sacro Romano Impero, sostenne vittoriosamente un duro assedio contro l’ingerenza francese, che le valse l’inserzione nell’armo cittadino dell’aquila imperiale e i colori araldici giallo e rosso. Nel Medio Evo qui si sviluppò una delle più prestigiose scuole della seta, tant’è vero che i maestri catanzaresi venivano chiamati a istruire i tessitori francesi.
La città vecchia, in parte recentemente ristrutturata, si presenta come un dedalo di stradine e viottoli di suggestiva bellezza, ricche di scorci pittoreschi con case, scale, giardinetti, fontane e piazzette che si aprono all’improvviso davanti al visitatore. Sul centrale corso Mazzini si affacciano palazzi ottocenteschi.



ROCCELLETTA DI BORGIA
Immersa tra gli ulivi in posizione isolata sono le imponenti rovine della basilica di S.Maria della Roccella (XI sec) , detta la Roccelletta del Vescovo di Squillace, che fu a suo tempo la più grandiosa della Calabria. Sulla provinciale appena usciti dalla strada di campagna che conduce alla Basilica, si trova una fontana neoclassica del 1800 con un bassorilievo della Vergine del 1500. Da visitare il parco Archeologico di Scolacium, dove si possono ammirare le antica vestigia del teatro greco-romano, con colonne, vasche ed altre costruzioni di epoca greco-romana il tutto immerso nel silenzio degli uliveti.




SQUILLACE
E' l’antica Scilletio fondata dagli ateniesi  e famosa per il culto di Atena Scillezia. Diede i natali a Cassiodoro che di essa lasciò una dettagliata descrizione ed è oggi nota soprattutto per l’artigianato delle terrecotte e delle ceramiche. In numerose botteghe è possibile vedere i maestri artigiani all’opera e acquistare oggetti e utensili vari. Nella parte antica del paese vi sono i resti del castello normanno e tra le chiese degne di nota ricordiamo S. Maria della Pietà e di S. Matteo, di costruzione rinascimentale.




BADOLATO
Antico borgo sul versante ionico di origine medioevale, sorge su uno sprone panoramico, con la tipica struttura labirintica, con case costruite una a ridosso dell’altra.
Si conservano avanzi del castello medioevale detto dei Ravaschieri, risalente al 1100. Nella chiesa di S. Andrea Avellinosi trovano due busti in legno del ‘600 e un bellissimo altare policromo del ‘700. Interessanti anche le chiese di S. Caterina e S. Maria degli Angeli, entrambe del 1500.
Affreschi di ispirazione bizantina si trovano nella chiesa di S. Isisdoro. Qui fiorì la tessitura di coperte e sciarpe di seta eseguita con telai a mano; qualche artigiano superstite ancora svolge questo lavoro.




SERRA SAN BRUNO
E' una delle maggiori località delle Serre, tra la Sila e l’Aspromonte. Racchiusa tra distese di boschi, la cittadina è famosa per la sua Certosa fondata da S. Brunone di Colonia nel 1091, e ricostruita dopo essere stata in parte distrutta dal terremoto del 1783. Sorge in un bosco alla periferia della città verso sud, il luogo è pieno di mistica bellezza; un’antica fonte versa le sue acque proprio davanti al monastero dove vige ancora la regola ferrea della clausura. L’ attuale complesso abbaziale conserva dimensioni imponenti, è circondato dalle antiche mura con torrioni cilindrici ed è costituito dalla moderna cappella di S. Bruno presso l’ingresso, dalle rovine della veccia Certosa e dalla nuova Certosa, dove ricordiamo che non sono ammesse le donne. Accanto ai resti dell’antica facciata, forse opera del Palladio, è possibile ritrovare una parte del chiostro secentesco in stile gotico. A poche centinaia di metri dal complesso si trova il laghetto di S. Bruno dove una statua del santo inginocchiato si trova immersa nell’acqua gelida. Secondo al leggenda in quel punto si trovavano le ossa del santo e quando furono ritrovate e trasferite nella Chiesa dell’Abbazia, sgorgò spontaneamente una sorgente di acqua che oggi alimenta il laghetto. In città si possono ammirare delle belle chiese con portali in pietra e arredi in legno opera dell’artigianato locale (chiesa di S. Biagio e quella dell’Addolorata).




LOCRI
E' il più vasto e importante parco archeologico della Calabria. Pochi km a sud del centro abitato si trovano gli scavi di Locri Epizephyrii, l’antica città di Persefone fondata nel 673 a.c. da coloni greci che fu uno dei più ricchi e attivi centri della Magna Graecia. Nell’ampio parco archeologico si trovano i resti di un teatro greco-romano che ha per sfondo il mare, resti di templi ionici e dorici e del santuario di Persefone ; nei dintorni sono sparse necropoli greche e romane, fortificazioni e opere idrauliche. Solo una parte dei reperti rinvenuti a Locri si trovano nel locale Antiquarium, la maggior parte sono nel Museo Archeologico di Reggio.




GERACE
A 10 km da Locri verso l’interno si trova Gerace, uno dei tesori meglio conservati della regione. Fondato nel IX secolo dai locresi in fuga dalle invasioni saracene, è un borgo dove, al di là della retorica, il tempo sembra essersi fermato al medioevo. La magnifica cattedrale normanna, dell’XI secolo, successivamente ritoccata, è la chiesa più grande della regione. L’interno è a tre grandi navate scandite da colonne, ognuna diversa dall’altra, ornate da capitelli, forse provenienti da un tempio dell’antica Locri, i due altari sono barocchi. Molto importante la Cripta a colonnato,  a cui si accede sia dall’interno che dall’esterno, in cui si trova la Cappella dell’Itria, della fine del 1200 con un grande cancello in ferro battuto del 1600. Nel pittoresco centro storico interessanti anche la trecentesca chiesa di S. Francesco, quella bizantina di S. Giovanello e un panoramico castello con ponte levatoio.




STILO
In bella posizione sotto il monte Consolino, questo pittoresco borgo a gradinate è famoso per aver dato i natali al filosofo Tommaso Campanella, autore de “La città del Sole”. Famosa in tutto il mondo è la Cattolica Bizantina di Stilo, piccolo gioiello del X secolo, incastonato nella roccia, tutta in mattoni rossi e di gusto orientale, che ricorda le costruzioni della Grecia e dell’Armenia. La chiesa è di piccole dimensioni, misura 6 metri per lato ed è sormontata da cinque cupolette cilindriche; l’interno è spoglio e presenta tracce di affreschi. In paese sono da visitare la chiesetta bizantina di S. Giovanni Vecchio, il Duomo con un bel portale e le rovine del monastero di Theristi. Tornando verso al costa sono invece da visitare presso Punta Stilo i ruderi dell’antica Caulonia con il basamento di un tempio dorico del V secolo a.c., tratti della cinta muraria e resti delle case ellenistiche.



 

PENTEDATTILO
Il nome di questo villaggio semiabbandonato, situato all’estremo sud della Calabria significa in greco “cinque dita” e si ispira alla forma della rupe frastagliata a cui il paese è aggrappato in posizione estremamente pittoresca. Molte case del paese sono diroccate e la maggior parte della popolazione si è trasferita a valle, resta in piedi la Chiesa cinquecentesca della Candelora con una statua marmorea del 1500.


 

SCILLA
Echi di saghe omeriche emergono dalle profondità dello stretto di Messina, regno di Scilla, la dolce ninfa innamorata di Glauco, amante di Circe, che per vendetta la trasformò in un mostro marino a sei teste e dodici gambe e che la leggenda vuole addormentata sotto il promontorio di Scilla da cui ogni tanto emerge scatenando tempeste marine che terrorizzano i marinai, fino all’arrivo di Glauco che trasformatosi in tritone marino per stare vicino all’amata, emerge a placare i venti…Questo noto borgo peschereccio si affaccia sullo stretto di Messina dall’alto di una rupe da cui svettano un faro e il massiccio castello, fortificato nel 1200 da Pietro Ruffo. Pittoresco e romantico il quartiere di Chianalea dove risiedono i pescatori di pesce spada. L’acqua spesso lambisce le porte delle case i cui muri sono piantati nell’acqua. Molti gli scorci di incantevole bellezza. Stupenda la spiaggia di Marina grande lunga 800 metri dominata dall’alto dal castello arroccato sul promontorio.



REGGIO CALABRIA
D’Annunzio definì il lungomare di Reggio il più del chilometro d’Italia dove si affacciano ville liberty e palme mediteranee.
L’attrattiva principale della città è sicuramente il Museo Archeologico Nazionale, dove ammirare i famosissimi Bronzi di Riace, datati V secolo a.c. e in perfetto stato di conservazione, ritrovati casualmente nel 1972. Vi si trovano anche numerosi reperti della Magna Graecia, recuperati nei vari siti archeologici della regione.
La città ha vissuto una storia intensa e travagliata come dimostrano i monumenti sopravvissuti al terribile terremoto del 1908, come il Duomo dotato di una bella cappella barocca, i bastioni del Castello Aragonese che ospita l’osservatorio geofisico, l’ottocentesco monumento a Garibaldi, le terme romane e le mura greche presso il lungomare.




LE CASTELLA
E' una frazione di Isola Capo Rizzuto, di grande valore turistico. Attrattiva principale è il Castello aragonese, in auge nel 1500 ma di origine ben più antiche (Annibale vi aveva fatto edificare la prima torre) è in spettacolare posizione su una penisola in mezzo al mare collegata alla costa da una lingua di terra.




SANTA SEVERINA
La cittadina sorge in posizione dominante la vallata del fiume Neto. E’ uno dei centri storici meglio conservati e ricco di testimonianze di arte bizantina e normanna. Si accede all’abitato da un’unica strada che porta alla piazza centrale su cui si affacciano la Cattedrale e il quattrocentesco Castello  detto di Roberto il Guiscardo, oggetto in tempi recentissimi di una radicale ed imponente opera di restauro e che rappresenta il motivo principale di visita del luogo. Oltre agli spalti da cui si gode una splendida vista panoramica, presenta un bel cortile, delle volte affrescate e gli ambienti restaurati. Da vedere anche il piccolo Battistero dell’ VII o IX secolo, la chiesa di S. Filomena, d’età normanna ma di impianto bizantino, la contigua chiesa di S. Maria del Pozzo con campaniletto a vela, la chiesa dell’ospedale pure bizantino-normanna, la secentesca chiesa dell’Addolorata e la Cattedrale di S. Anastasia del X secolo, rifatta nei secoli XVII e XIX, con una bella facciata. Non solo i monumenti sono degni di nota, tutto l’abitato è pieno di poesia e di storia, di scorci pittoreschi e di viste panoramiche.




PIZZO CALABRO
E' una cittadina medioevale in bella posizione sul Golfo tirrenico di S. Eufemia rinomata per la pesca e la lavorazione del tonno. Dalla piazzetta principale si può ammirare il castello, la marinella e le case digradanti tra scale e viuzze verso il mare. Il vecchio abitato conserva scorci interessanti, ma l’attrattiva principale è il Castello. Costruito dagli Aragonesi, divenne tristemente famoso perché qui fu imprigionato e fucilato Gioacchino Murat. Non si manchi di visitare a nord la Chiesetta di Piedigrotta, interamente scavata nel tufo dai pescatori, affollata di statue di fedeli che affiora in riva alla spiaggia.




TROPEA
Una delle più affascinanti località della Costa Tirrenica, in splendida posizione sul promontorio che separa il Golfo di S. Eufemia e quello di Gioia Tauro. Città vescovile, vanta diversi palazzi padronali del 1200-1700 e chiese riccamente decorate. Nel centro storico si distingue la Cattedrale dell’ XI secolo, con un portale normanno e diversi sepolcri barocchi all’interno. La caratteristica di Tropea è però la chiesa di S. Maria dell’Isola, costruita in mare su una roccia di fronte all’abitato. La cittadina è ricca di vicoli e botteghe caratteristici, un porticciolo turistico, bellissime spiagge e animata vita notturna.




SAN GIOVANNI IN FIORE
Situata a 1050 metri di altitudine questa cittadina silana si è sviluppata intorno al monastero florense, fondato nel 1189 dall’abate cistercense Goiacchino da Fiore, grande teologo medioevale. Restaurate di recente la Badia possiede un pregevole portale rinascimentale. Si può visitare la Cripta che custodisce i resti del monaco e un el coro ligneo del XVII secolo. Di notevole suggestione è tutta la parte più bassa e più antica della cittadina, con un impianto a gradinata di origine medioevale. Numerose botteghe artigianali propongono pezzi di artigianato locale in particolare tappeti e tessuti di colori vivaci, ma anche oggetti in legno e corredi ricamati amano. Facile incontrare per le vie di S. Giovanni in Fiore donne che indossano il vestito tipico in velluto nero, con corpetto bianco e applicazioni in fili dorati e colorati.




TAVERNA
Cittadina silana nota per aver dato i natali a Mattia Preti, famoso pittore secentesco Cavaliere dell’Ordine di Malta e fervente seguace del Caravaggio, di cui riprese l’uso dei colori forti e dei contrasti di luce. E’ possibile ammirare i suoi quadri nella chiese di S. Barbara (barocca) e di S. Domenico, ricostruita nel ‘700 (notare lo splendido soffitto a cassettoni, sopra l’abside) dove sono custoditi i quadri più famosi dell’artista. Il Museo Civico annesso, oltre ad una sala dedicata a Mattia Preti, mostra anche quadri del meno noto fratello Gregorio ma altrettanto meritevole e di altri artisti dei secoli XVII e XVIII.




TIRIOLO
Centro della presila catanzarese, parte dell’abitato si trova addossato alle pareti rocciose di uno spuntone calcareo.  In corso Garibaldi si trovano alcuni palazzetti sette-ottocenteschi  con eleganti portali e finestre d’epoca. Qui è ancora fiorente l’artigianato di tessuti realizzati a telaio o a tombolo, particolari i “vancalli”, scialli femminili colorati in lana e in seta. Dal monte Tiriolo a pochi chilometri dall’abitato si possono ammirare sia il mare Tirreno che il mare Jonio.




ALTOMONTE
E' stata definita la “Spoleto del Sud” e infatti Altomonte è un gioiello miracolosamente intatto, frequentato da sempre da un turismo colto e intellettuale. Splendida la chiesa di origine normanna di S. Maria della consolazione, che reca sulla facciata un pregevolissimo rosone ed è considerata tra i massimi esempi di architettura gotico-angioina della regione, con notevoli opere d’arte all’interno. Il museo Civico, ospitato nell’antico convento dei Dominicani dove studiò Tommaso Campanella è ricco di opere d’arte, tra cui un trittico attribuito a Simone Martini.

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